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martedì 28 marzo 2017

Incontrare Dio nell'altro

Vi propongo un video carino che può aiutarci a riflettere sul nostro modo di relazionarci agli altri. Sto pensando in particolare a voi, alunni di seconda. Abbiamo riflettuto sullo sguardo e sull'amicizia, aiutati anche da alcune pagine della Bibbia e del Magistero della Chiesa.
E' bello poter essere guardati con uno sguardo "primavera", cioè lo sguardo di chi ci dà fiducia, di chi va oltre i nostri sbagli, come ha fatto Gesù con l'adultera o con Zaccheo, ed è altrettanto bello sapere di avere un amico sincero e fidato. La Bibbia definisce l'amico vero un tesoro, medicina che dà vita (libro del Siracide) e Dio stesso (l'abbiamo letto in un passo della Dei Verbum) si propone agli uomini come amico vero.
Gli esseri umani fanno tanta fatica a costruire un mondo migliore perché l'altro è molte volte visto come un nemico, qualcuno da temere o da rendere innocuo, piuttosto che come amico. "Homo hominis lupus" diceva un filosofo (Thomas Hobbes) per descrivere la natura profondamente egoistica dell'uomo.
Ma è proprio questo il destino dell'uomo? farsi la guerra, pensare solo al proprio tornaconto, usare gli altri per i nostri comodi?
Io vorrei sperare che tutti rispondano di no, perché sono certa che il nostro cuore, il cuore di ogni essere umano, desidera altro.
Il video (da lì sono partita) ci fa vedere che il desiderio di bene che abbiamo ha un nome: Dio.
E quando facciamo il bene Dio lo incontriamo per davvero e nel mondo in cui viviamo si realizza un pezzetto di Paradiso.

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giovedì 9 marzo 2017

Chi siamo? Da dove veniamo?

Ne abbiamo parlato in questi giorni, riflettendo sulle tragedie alimentate dall'idea della razza pura o della superiorità di un'etnia sull'altra. Se veramente prendessimo consapevolezza che negli esseri umani sono di più gli elementi che li accomunano da quelli che li dividono, il nostro modo di porci di fronte alla "diversità" sarebbe senz'altro diverso.
Il messaggio biblico e cristiano ci invita a vedere in noi e negli altri l'immagine di Dio e a riconoscersi fratelli, in quanto figli di uno stesso Padre. E, in effetti, una sorta di fratellanza genetica ci può unire a popoli molto lontani e diversi da noi. E' quanto hanno potuto sperimentare alcune persone che si sono sottoposte ad una analisi del DNA per mappare il loro profilo genetico.


In conclusione, il nostro stesso DNA ci costringe a ritrovare le nostre radici dove meno ce lo aspettiamo, e ci ricorda che siamo più uniti di quanto pensiamo. Fratelli, direbbe Gesù.

sabato 25 febbraio 2017

"Leggiamo" l'icona dell'amicizia

Ripresento un'icona di cui ho scritto in un post di diverso tempo fa. Per facilitare la lettura dell'immagine ho utilizzato Thinklink.

venerdì 24 febbraio 2017

Dona un neurone a un hater

Ho scoperto una parola nuova: hater. Così è chiamato chi esprime odio nei confronti di un determinato soggetto in spazi di discussione pubblica, in particolare in quelli presenti nel World Wide Web, come i forum e siti come YouTube.
Purtroppo, se questo è il significato, devo dire di essermi imbattuta in qualche hater: a volte persone insospettabili che scatenano i loro istinti più biechi proprio nei social diffamando, o sputando veleno, a destra e a manca.
Quella che una volta era la pessima abitudine al pettegolezzo, alla maldicenza o all'insulto, è dal web elevata all'ennesima potenza, con effetti collaterali deprecabilissimi, come la traccia che rimane nella rete praticamente per sempre e la vastità del pubblico raggiunto. E' chiaro che quando il web diventa un luogo dove seminare odio verso qualcuno, ci può stare qualche - perdonate l'espressione - altro imbecille (perché il primo è l'hater), che potrebbe sentirsi chiamato a compiere chissà quali azioni ai danni del soggetto preso di mira.
La scoperta di questa nuova parola è legata ad una notizia di qualche giorno fa: Bebe Vio è stata insultata e minacciata su Facebook. Vi rendete conto? Una campionessa paralimpica, testimone di coraggio e di tenacia, viene presa di mira e minacciata in una pagina creata appositamente per questo!
Ma cosa c'è nel cervello di queste persone? O meglio, cosa non c'è?!!!
In modo spiritoso e intelligente, ce lo dice proprio Bebe con Alessandro Cattelan.

 

giovedì 23 febbraio 2017

Il mio sito per ripassare giocando

Nel numero di febbraio di una rivista per insegnanti di religione è stato citato il sito dove inserisco giochi e quiz. IRCProf è stato considerato come risorsa per ripassare giocando con il computer o il tablet.
Sono proprio contenta!

lunedì 13 febbraio 2017

Cos'è la Chiesa?

La parola “Chiesa” [“ekklesìa”, dal greco “ek-kalein”, chiamare fuori] significa “convocazione”. Designa assemblee del popolo [At 19,39], generalmente di carattere religioso. È il termine frequentemente usato nell'Antico Testamento greco per indicare l'assemblea del popolo eletto riunita davanti a Dio, soprattutto l'assemblea del Sinai, dove Israele ricevette la Legge e fu costituito da Dio come suo popolo santo [Es 19].
Definendosi “Chiesa”, la prima comunità di coloro che credevano in Cristo si riconosce erede di quell'assemblea. In essa, Dio “convoca” il suo Popolo da tutti i confini della terra. Il termine “Kyriaké”, da cui sono derivati “Church”, “Kirche”, significa “colei che appartiene al Signore” (CCC 751).
In senso ampio il termine Chiesa include tutta l’umanità di tutti i tempi: tutti, infatti, siamo chiamati a far parte di questa comunità (Lumen Gentium, 9: In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo teme e opera la giustizia (cfr. At 10,35). Tuttavia Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità).
Non dobbiamo quindi pensare alla Chiesa come a una semplice istituzione, o a qualcosa che non ci riguardi.
La Chiesa è una iniziativa di Dio che si rivela nella storia, cominciando da Abramo per arrivare a Gesù, per rivelare e spiegarci il Suo amore per l'umanità.
A tal proposito vi propongo le parole di Papa Francesco nell'udienza del 18 giugno del 2014:



Ma allora, perché Dio vuole la Chiesa? Perché non desidera redimerci singolarmente, ma tutti insieme, e vuole fare di tutta l’umanità il proprio popolo. L'essere umano, nel progetto di Dio, non è fatto per l'individualismo. Dio stesso non è a-sociale, ma Trinità, ovvero una comunione inserita in un eterno scambio di amore. In base al modello divino anche l'uomo è orientato alla relazione, allo scambio, alla partecipazione e all'amore (vedere Youcat, nn 121-122) e in questa relazione (con Dio e con gli altri), realizza la propria umanità.

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