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martedì 17 novembre 2009

La pace, il peccato, il racconto di Genesi 3

Il tema della pace, su cui stanno lavorando le classi terze, ci ha portato ad approfondire il discorso sul peccato. Quanti conflitti, quanta ingiustizia, quanta prepotenza! Perchè il mondo non conosce la pace? perchè è così difficile vivere in armonia con noi stessi e gli altri? Il male è sicuramente una provocazione alla fede, ma è anche una realtà con la quale a fatica facciamo i conti. Il senso del peccato oggi sembra essersi affievolito; se una volta, quando ero piccola io, tante cose erano peccato, oggi sembra invece che il peccato non esista più (della serie, "sono solo ragazzate"). Eppure non viviamo in pace, come ci dice anche la vignetta di Linus.
Mentre ci stiamo avvicinando al Natale, una seria riflessione sul mistero della venuta del Figlio di Dio sulla Terra è necessaria. Natale è più che una festa del "vogliamoci bene"; il mistero dell'incarnazione porta i cristiani a riflettere sull'immenso amore che Dio ha per ogni uomo, ma anche sulla tragedia del peccato. Dio si è fatto uomo perchè Cielo e Terra potessero incontrarsi di nuovo, perchè al "no" di Adamo si sostituisse il "sì" di Gesù, e attraverso di lui ognuno di noi potesse dire "sì" a Dio.
Gesù risorto saluta gli apostoli con la parola "Shalom", che vuol dire pace. Il saluto ebraico shalom aleheim significa "la pace sia sopra di voi", a ricordare che la pace è un traguardo che sta sopra di noi, in Dio.
La pace portata da Gesù è vicinanza con Dio e per avere la sua pace è necessario lottare contro le nostre cattive inclinazioni e abitudini. Ma i cristiani sanno che di fronte a questo impegno non siamo soli, perchè Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi.
Inserisco in questo post la scheda da me predisposta per facilitare negli alunni la lettura e l'analisi del racconto del peccato originale.
 

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